Loading

Il metodo della Pianta organica

Il metodo della Pianta organica

Quanto vale? E’ una domanda che ricorre spesso, e i calcoli da afre sono diversi, per poter poi giungere a una valutazione definitiva. Partiamo con la prima metodologia, che va fondata sull’analisi dei clienti e del bacino di utenza.

 

di Matteo Oberti

 

“Kardan senza zucchero”. Potendo, scelgo la mia miscela di caffè preferita. Incomincia così la riunione con la dottoressa e il marito nel piccolo studio della farmacia. “Dott. Oberti, racconti anche a me come ha pensato di valutare la farmacia di mia moglie, alla luce della Legge sulla concorrenza”.

Dove eravamo rimasti? Ricordate (numero di novembre 2018 di “Farma Mese”): ci eravamo dati appuntamento con la titolare della farmacia interessata alla vendita e il marito dirigente: “Caro dottore, come avevo illustrato a sua moglie la scorsa volta, con l’entrata in vigore della nuova legge è cambiato il mondo della compravendita di farmacie, sono cambiati i prezzi, ma soprattutto sono cambiate le metodologie di valutazione”. “Ah si? Ma chi lo dice?”. Non mi aspettavo una domanda così secca e sono sicuro di essere anche arrossito “Sono io a dirlo, anzi sono anni che vado dicendo che il vecchio metodo non era più adatto, né ai tempi che cambiavano, né a valorizzare al meglio ogni singola azienda”.

“Va bene, perfetto” mi interrompe il marito. “Meno male, speravo fosse “farina del suo sacco” e che non l’avesse copiata da internet!”. Tranquillizzato, mi rilasso, non sentendomi più sotto esame e riprendo la mia analisi: “Quindi, come vi dicevo, con l’entrata in vigore della nuova Legge sulla concorrenza è diventato d’obbligo e urgente il cambio di passo, come avevo già accennato a sua moglie nella scorsa riunione, e questi 5 sono i miei nuovi metodi per la valutazione di una farmacia:

  • metodo della Pianta organica
  • metodo del moltiplicatore dell’Ebitda
  • metodo del moltiplicatore del fatturato
  • metodo misto: patrimoniale e reddituale
  • analisi degli intangibili”.

Prendo in mano il bilancio della farmacia e invito il marito a fare lo stesso. “Sua moglie mi ha passato una copia la scorsa settimana, così ho avuto modo di analizzarlo con calma; partiamo dal primo metodo, quello della Pianta organica”. “Ah già” mi interrompe subito il marito con un sorrisino “avete fatto anche botanica all’università, ma adesso cosa c’entra con la valutazione?”. Sorpreso dell’affermazione, resto ammutolito. Vengo salvato in corner dalla moglie che, mettendo la sua mano sulla spalla del marito, gli spiega come funziona l’apertura delle farmacie e come sono regolamentate le distanze tra esercizi. Così posso riprendere il discorso: “Stavo dicendo, la vostra farmacia ha registrato lo scorso anno un fatturato netto di1,25 milioni di euro, in linea con i valori ufficiali della farmacia media italiana. Facendo i calcoli con gli acquisti e le rimanenze, il vostro primo margine è circa del 29/30%. Come vi dicevo, ho già avuto modo di normalizzarlo e la riclassificazione mi ha portato un valore di Ebitda: € 152.400 =12%”. “Ma lei è farmacista?” mi interrompe il marito. “Effettivamente si, però ho smesso”: sperando con questa battuta almeno di averlo fatto sorridere, gli riassumo il mio percorso di studi e lavorativo. “Bene bene, mi fa piacere sentir parlare di Ebitda anche nelle farmacie…cribbio, son aziende come le altre”. A questo punto tocca a me “mettere i puntini sulle i” e sottolineare le differenze tra un’azienda qualunque e una farmacia.

Poi riprendo l’analisi: “In ambito cittadino, urbano, ci si attende distanze dalle altre farmacie di soli 200/300 metri circa e si considera la “famosa” Pianta organica come il “terreno di caccia” nei 700 metri di raggio dalla farmacia, perché quesata – dicono gli esperti – è la distanza massima che un cliente fedele può fare per venire da noi, pur trovando altri punti vendita identici (altre farmacie) nel suo cammino. Prendendo sempre i valori medi, in Italia la Pianta organica è rappresentata da circa 3200 abitanti per farmacia, calcolando anche le ultimissime nuove aperture. Quindi, la mia valutazione di una farmacia – seguendo questo “metodo della Pianta organica” – consiste nell’utilizzare un moltiplicatore compreso in una forchetta tra 300 euro e 900 euro per abitante”. “Mannaggia la pupazza!” esclama il marito “che differenza. E adesso come si fa? Ma quanto vale la farmacia di mia moglie?”. Trattengo la risata, data la sua particolare espressione colorita, e mi addentro nell’analisi: “Caro dottore, innanzitutto le ricordo che la valutazione finale si avrà dall’analisi di tutti i metodi insieme condivisi, ma poi le sottolineo che, in ogni caso, si tratta di valori limite, utilizzabili per poter valutare tutte le farmacie italiane, mentre ogni realtà è a sé. Nello specifico, però, le posso anticipare che, per la vostra, saremo su valori alti, compresi tra la metà e il massimo”.

Con la dottoressa e il marito, quindi, si è individuata una forchetta assai più ristretta, analizzando tutti i pregi e i difetti, nonché il reale bacino di utenza della farmacia. Con voi lettori, invece, ci si vede il prossimo mese con l’analisi del metodo del moltiplicatore dell’EBITDA, ma vi lascio con questa bella frase di Winston Churchill, che, disse, in Parlamento, appena eletto primo ministro, per convincere gli inglesi a rispondere all’avanzata tedesca, disse: “L’era dei rinvii, delle mezze misure, degli espedienti ingannevolmente consolatori, dei ritardi, è da considerarsi chiusa. Ora incomincia il periodo delle azioni che producono delle conseguenze”.

Scrivi un commento